foto di Polidori & Partners
testo di Nike Baragli

Venghino signori venghino...

Ai pulcini vengono recise le ali, qualcuno addenta saponette, un cavallo si libra in volo e l’amore ostenta la sua indole splatter e animalesca mentre dita smaltate di mani paffute forse poco prima impastavano piadine. Sarà l’atmosfera circense, saranno le alte temperature che offuscano la mente, ma sembra che ad Al Mèni la birra si consumi in tazze surreali. Questo non significa che si beve tanto, ma che si beve strano. La ragione dietro tanta follia? Seletti wears Toiletpaper. Seletti, l’azienda di design di prodotti per la casa, ‘indossa’ Toiletpaper, il magazine fotografico di Maurizio Cattelan. L’esito di questo strano processo è una linea di oggetti per la tavola –vassoi,ciotole, bicchieri, tazze, piatti, teiere e molto altro- istoriati dalla mano dell’artista, avvolti dal suo mondo.

Ad Al Mèni, Matrioska - promotore dell’artigianato locale nelle sue varie manifestazioni - ha pensato di riempire di contenuti liquidi questa materia materica e artistica: ha versato la birra di Amarcord, artigianale e riminese, nelle tazze di latta della linea Seletti wears Toiletpaper.  “Il caos spesso genera la vita, laddove l’ordine spesso genera l’abitudine” deve aver detto lo scrittore statunitense  Henry Adams. Una boccata di vita in una tazza di birra o un boccale di birra in una tazza di latta è il risultato di questa combinazione apparentemente caotica, che trova una sua logica ferrea nel contesto del circo mercato di sapori e saperi. Sarà dunque l’atmosfera circense, saranno le alte temperature, sarà la tazza di birra, ma in questo circo mercato sono in vendita specie rare, che sfuggono alle classificazioni della biologia tradizionale. Esposta in loculi di polistirolo, poggiati sul cassone di un’ape bianca, sta, fresca di pesca recente, la Saraghina di Rimini. Questa rarità in fibra di nylon è una variante geneticamente modificata del pesciolino migratore che, come raccontano i pescatori dello stand poco lontano, intenti a impanarne le consorelle, “nella sua semplicità, ha dato tanto a queste terre”. Le due tipologie di saraghina mantengono caratteri comuni: la flessibilità –delle movenze e del carattere-, la leggerezza e la sinuosità. Solo, una la mangi con la bocca, l’altra con gli occhi. La versione OGM altro non è che una linea di occhiali da sole. “Leggeri come un bacio tra le cabine al mare, morbidi come un bombolone in spiaggia all’alba, colorati come una balera del liscio, rotondi come la vita in Romagna” questi occhiali sono un’altra delle spiazzanti rivelazioni di Al Mèni. Una passeggiata per il circo mercato può scardinare ogni convinzione. Lasciate ogni certezza, o voi ch’entrate.